mercoledì, 28 maggio 2008
Due giorni. Ancora due giorni e poi le lezioni saranno finite. Piacendo al Cielo o al Caso (che poi forse è la stessa cosa) non saranno finite quelle della vita, ma quelle universitarie sì. Magari in vecchiezza, disponendo di salute e di qualche euro oltre a quelli necessari per il pane il vino lo zucchero e il caffé, ritornerò tra quei banchi. Magari non proprio tra quelli, ma tra alcuni simili. Mi piacerebbe iscrivermi a Chimica, perché la chimica mi ha fatto sempre schifo (ma schifo schifo, eh!?). E perché non c'ho mai capito un cazzo. Vorrei scoprire tra quei banchi se non c'ho mai capito un cazzo perché mi faceva schifo o se mi faceva schifo perché non ci capivo un cazzo, come il sedano. Che mi fa schifo perché mica lo digerisco. Digerendolo magari lo apprezzerei, chissà! Beh, ma il discorso era poi un altro: stavo dicendo che mi dispiace. Mi dispiace proprio tanto che sia tutto "finito".
Certe volte nella vita la fine ci piace e ci rende euforici, come quando si finisce il militare e ci si sente liberi; o come quando si finisce il problema e si corre alla cattedra impettiti a confidare la soluzione alla maestra dalla penna rossa. Ma certe altre la fine è proprio fine. Come quando moriranno i nostri genitori e non ci saranno più, per noi. O come quando ti lascia la morosa e si mette a piovere.
Questa fine qui, questa delle lezioni, intendo, è più una fine come le seconde che ho descritto perché mi dispiacerà molto non vedere più i companeros de rivoluciòn e - massì, diciamolo! - certi professori carismatici e magnetici. Dovrò tornare ad essere io, io soltanto, ed in attesa di una nuova comunità dove vivere protetto dovrò disusare ogni noi. La mia identità si costituirà per un periodo, non so quanto lungo, solo di se stessa, senza la relazione con l'altro. E' vero: ci sono gli amici, la famiglia, i funghi. Ma non è la stessa cosa.
Perciò mi dispiace.

Mi viene da ridere, ma so che è un ossimoro isterico.
postato da: avvelenato82 alle ore 12:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:poesia, pena
martedì, 20 maggio 2008
Stasera - e sono un po' preoccupato per questo - ho pensato a un concetto e quello mi si è espresso in versi:

La felicità magari è la felicità totale:
quella che c'è dopo la somma e dopo l'uguale.

Spero si capisca...
postato da: avvelenato82 alle ore 23:03 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 19 maggio 2008
Valenti lettori, ammalianti lettrici. Siete tutti quanti riprovevoli. La tarda notte che dal 14 mi traslocò al 15 maggio mi feci (di cosa non so, ma mi feci di certo) in quattro per voi. Vi regalai la condivisione di un frammento poetico, ma poetico per davvero, eh?
E Voi? Niente. Nessun commento. Io quella notte fui costretto a vegliare. L'aver letto quel che lessi mi costrinse a gioire, e nella gioia la veglia. Vegliai per Voi, per destarVi la poesia.
La prossima volta, lo dico, scriverò cazzo figa culo e tette.
postato da: avvelenato82 alle ore 16:22 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 16 maggio 2008
(Quattro anni fa, il 16 maggio del 2004, Roberto Baggio ha giocato la sua ultima partita)

E' un omaggio di maggio a Baggio
questo quarto rintocco del tempo
davanti agl'occhi si vede il miraggio:
un'ombra azzurra che balla sul campo.
Fascia gialla, capello sbiadito,
brilla la sua fra tante magliette.
Punizione: dice col dito
quel che'l portiere si trova nel sette.
Corre piano, gli fa male il ginocchio
stremato da calci d'invidia e di rabbia
corre la palla, gioca coll'occhio
lui è come il sole che ferisce la nebbia.
Manchi a noi tutti, eterno campione,
oggi svestiti di colori e bandiere:
rimbalza un po' meno oggi il nostro pallone
se svanisce il miraggio e non ti possiamo vedere.
postato da: avvelenato82 alle ore 09:36 | Permalink | commenti (5)
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