domenica, 30 novembre 2008
«– Vuole dire che più si trova, più si cerca; e che più si cerca, più si trova ?
– Esatto. Certe volte mi sembra che fra la ricerca e la scoperta si sia formata una relazione paragonabile a quella che si stabilisce fra la droga e l’intossicato.
– Molto curioso. E allora tutta la trasformazione moderna del mondo?
– Ne è il risultato; e ne rappresenta, del resto, un altro aspetto … Velocità. Abusi sensoriali. Luci eccessive. Bisogno dell’incoerenza. Mobilità. Gusto del sempre più grande. Automatismo del sempre più “avanzato”, che si manifesta in politica, in arte e nei costumi ».


Paul Valéry - "L'idea fissa o due uomini al mare"
(propostomi dall'amica M.T.)

[...]


Un tale cammina per strada. Ad un tratto, cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, rallenta il passo. Quasi si ferma. Al contrario, un altro tale che vuole dimenticare una pena accelera la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
In questa  matematica esistenziale si potrebbe riassumere dunque il pensiero in una semplice equazione, anzi due: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità della dimenticanza.

Ora, considerata la rapidità che contraddistingue le cose del mondo mi verrebbe da dire che l'uomo fugge, più o meno inconsapevolmente. Fuggiamo, sì ma da cosa? E per dove?
Suppongo che siano quesiti irrilevanti, oltre che scarsamente interessanti..

parole e musica della mia amica Martina T.
postato da: avvelenato82 alle ore 20:22 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 19 novembre 2008
[...]
A me questi romanzi piacevano, ma possibile che piacessero anche a Irene, a Silvia, a loro ch'erano signore e non avevano mai conosciuto la Virgilia né pulito la stalla? Capii che Nuto aveva davvero ragione quando diceva che vivere in un buco o in un palazzo è lo stesso, che il sangue è rosso dappertutto, e tutti vogliono esser ricchi, innamorati, far fortuna. Quelle sere, tornando sotto le gaggíe da casa di Bianchetta, ero contento, fischiavo, non pensavo più nemmeno a saltare sul treno.
[...]
C'erano in cielo delle lunghe strisce di vento, bave bianche, che parevano la colata che si vede di notte nel buio dietro le stelle. Io pensavo che domani sarei stato in viale Corsica e mi accorgevo in quel momento che anche il mare è venato con le righe delle correnti, e che da bambino guardando le nuvole e la strada delle stelle, senza saperlo avevo già cominciato i miei viaggi.


C. Pavese, La luna e i falò
postato da: avvelenato82 alle ore 17:27 | Permalink | commenti (5)
categoria:
giovedì, 06 novembre 2008
La bellezza è dappertutto. La si può trovare veramente in ogni anfratto. Non servono molti soldi né molti treni, a volte addirittura ci raggiunge via etere. Ieri sera, ad esempio, seguendo un banalissimo telegiornale, sono stato del tutto folgorato. Una a ciascuno e non fa male a nessuno: dai due schieramenti due pillole di bellezza compressa. Prima sento Obama dire che questa vittoria non è il cambiamento, ma l'opportunità di raggiungerlo; poi l'insospettabile McCain dà lezioni di senso civico a tutto il mondo chiamando il suo rivale "il mio presidente" e invitando platealmente tutto il suo elettorato a dare sostegno incondizionato, in nome del grande principio (e slogan) del "country first".

Noi italiani? Si arrossisca, perlomeno.
postato da: avvelenato82 alle ore 15:07 | Permalink | commenti (1)
categoria: