giovedì, 26 febbraio 2009
Avete presente le sorprese?
Tipo quando ti regalano una cosa e mica te l'aspettavi! Oppure quando sei piccolino e ti dicono che ti porteranno allo stadio. Quando pensavi di essere stato bocciato e invece.."idoneo". O quando non avresti mai e poi mai immaginato che anche lei ti ricambiasse. Lo stupore di un anziano davanti al monitor di un computer, quando magari il figlio gl'ha messo l'immagine in bianco e nero di mamma come sfondo del desktop. Sù, insomma, non è difficile! Le sorprese!
Avete presente le sorprese?
Il bello di una sorpresa, secondo me, è che è una sorpresa. Ossia che non puoi mai sapere quand'è che la vivrai, quand'è che dovrai esserci in qualche modo "pronto". La tensione alle sorprese, il credere che un giorno potremo averne una grande, dovrebbe quantomeno farci guardare le piante con un poco di sospetto. Potrebbe essere sempre troppo presto per impiccarci. E' vero: avete ragione: certi rami in effetti sono proprio invitanti. Ma ho motivo di credere che valga la pena aspettare un poco.
L'altro ieri avrei depositato a favore dei rami di pero; da poco tempo invece mi sono convinto che il fatto che la vita sia continua e non discreta, porti con sé tutta una serie di doverose riflessioni, che necessariamente allontanano la carogna.
Probabilmente, mi son detto, per essere vivo tra sei anni e ventidue giorni, quando sarà pronta la mia sorpresa, è bene che io mi mantenga vivo per tutto oggi più per tutto domani più per tutto dopo domani eccetera eccetera fino ad arrivare a quella benedetta sorpresa.
Come dite? Come si farà a riconoscerla? Beh, dipende: le sorprese hanno sempre dei nomi diversi.
postato da: avvelenato82 alle ore 18:53 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 23 febbraio 2009
Per carità divina! Va bene tutto e poi ancora un po'. Però si adotti quantomeno una corretta formulazione. Mica per altro! E' che così almeno si farebbe poca confusione.
Perché uno sprovveduto sarebbe anche orientato a credere che dietro alla designazione festival della canzone italiana ci siano severe selezioni, mirate premiazioni, ma specialmente effettivi talenti canori.
Magari Marco Carta ha vinto con merito. Magari. E magari no.
Di certo sapere che a farlo vincere - così come per altro già gli successe con Amici - sia stato anche il televoto lascia nell'animo dei più candidi qualche straccio di perplessità e di dubbio.
Quali saranno, ad esempio, le fasce di età che più di tutte si prendono la briga di vedere il programma, di digitare i preziosi tasti del prezioso telefono e di spendere i relativi preziosi centesimi? Anche quei candidi si risponderebbero che sono i più giovani. Quelli che credono ancora di contare qualcosa davvero. Quelli che "se lo voto io magari poi vince". Onore a quei giovani, ci mancherebbe! Ma meno onore a chi ne fa un uso bieco, col solo proposito di impinguare la cassa.
I demagoghi del Festival potrebbero dire che si è fatto ricorso al televoto per rendere meno settoriale la giuria; più "popolare". Insomma, per tirarsela di meno, per sentire il parere di tutti. Ma quei candidi non ci credono. Il televoto fa qualsiasi cosa tranne che sentire il parere di tutti. Sente solo il parere di chi televota, per definizione.
Può essere una soluzione nemmeno troppo sciocca quando si voglia trovare un nuovo attore da lanciare nelle fictionette di Mediaset, per essere certi che avrà un ritorno di pubblico. Ma sicuramente è una soluzione che si autodenuncia laddove pretendesse crismi di critica artistica.
Tanti complimenti dunque a Marco Carta, che ha vinto Amici e il festival della canzone italiana. Molti meno complimenti a chi invece non ha colto la differenza sostanziale.
postato da: avvelenato82 alle ore 18:58 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 07 febbraio 2009
Nonostante in milioni lo stiano già festeggiando, nonostante questo sia solo un piccolo spazio all'interno di un bdcdd (buco del culo di D..) come tanti, non voglio perdere l'occasione per fare gli auguri di buon compleanno a Vasco Rossi, un insolito sensibile.
postato da: avvelenato82 alle ore 20:24 | Permalink | commenti (1)
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